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Insegnanti Tecnico Pratici "se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco"

13 gennaio 2010

Licei, sì del Consiglio di Stato: via libera per la riforma Gelmini

ROMA – Via libera alla riforma della scuola superiore. Il Consiglio di Stato, a quanto apprende la Dire, ha dato parere favorevole ai regolamenti che riformano licei, istituti tecnici e professionali. La relazione dell’organo supremo della giustizia amministrativa (che conterrebbe solo richieste di modifiche marginali) è ora nelle mani del ministero che dovrà tenerne conto per la stesura finale della riforma. I regolamenti, a questo punto, dovrebbero arrivare a giorni a Palazzo Chigi per il varo finale.

Domani mattina, giovedì 14, il parere sarà consegnato anche ai deputati e ai senatori delle commissioni competenti che dovranno formulare i loro rilievi, obbligatori ma non vincolanti. Tra le richieste dei parlamentari c’è quella di partire con la riforma solo dalle prime e non anche dalle seconde classi. Subito dopo si esprimerà il governo.

Prima della pausa natalizia il Consiglio di Stato aveva estratto il cartellino giallo per la riforma del ministro Gelmini, formulando rilievi sui regolamenti e accusando il ministero di un eccesso di delega. I tecnici del dicastero hanno chiarito i dubbi dei giudici di Palazzo Spada. Oggi è arrivato il via libera alla riforma.

Fonte: Dire.it

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5 Commenti a “Licei, sì del Consiglio di Stato: via libera per la riforma Gelmini”

  1. distruggono la scuola
    e si assumono una grande responsabilità
    ma gli italiani ormai subiscono

  2. è tutto un inciucio ragazzi…che parte da napolitano e arriva al PD passando per berlusconi…

    un inciucio che vede come atto di inizio proprio il falso evento organizzato della statuetta

    purtroppo chi accende solo la televisione e mai il cervello viene fregato

  3. è ora di muoversi, facciamo sciopero, facciamo protesta , innalziamo la voce contro questa dittatura. itp siamo fregati
    SVEGLIAAAAAAAAAAA

  4. SI PUO’ DISERTARE gli SCRUTINI?
    chiedo a chi a piu’ esperienza

  5. Integralmente copiato dal sito http://www.istruzione.it.

    “Scuola, CdM approva riforma dei licei, si parte dal 2010

    Da 400 indirizzi sperimentali a 6 licei
    più autonomia per le scuole e razionalizzazione dei piani di studio

    Roma, 12 giugno 2009
    Approvata oggi in prima lettura dal Consiglio dei Ministri la riforma dei licei. Si tratta di una riforma epocale che partirà dal 2010 e che segna un passo fondamentale verso la modernizzazione del sistema scolastico italiano. L’impianto complessivo dei licei, infatti, risale alla legge Gentile del 1923.

    Con questa riforma si vuole:
    fornire maggiore sistematicità e rigore e coniugare tradizione e innovazione;
    razionalizzare i piani di studio, privilegiando la qualità e l’approfondimento delle materie di studio;
    caratterizzare accuratamente ciascun percorso liceale;
    riconoscere ampio spazio all’autonomia delle istituzioni scolastiche;
    consentire una più ampia personalizzazione, grazie a quadri orari ridotti che danno allo studente la possibilità di approfondire e recuperare le mancanze.
    Il Regolamento recante “revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico dei licei” approvato oggi completa la riforma della scuola secondaria superiore avviata dal ministro Mariastella Gelmini con la riforma degli istituti tecnici e professionali e partirà dal 2010.

    Il nuovo modello dei licei partirà gradualmente, coinvolgendo a partire dall’anno scolastico 2010-2011 le prime e le seconde. La riforma entrerà a regime nel 2013.

    Le novità della riforma:

    Per cancellare la frammentazione e consentire alle famiglie e agli studenti di compiere scelte chiare i 396 indirizzi sperimentali, i 51 progetti assistiti dal Miur e le tantissime sperimentazioni attivate saranno ricondotte in 6 licei.

    Rispetto al vecchio impianto che prevedeva solo il liceo classico, il liceo artistico e lo scientifico, oltre all’istituto magistrale quadriennale e a percorsi sperimentali linguistici, con la riforma avremo:
    Liceo artistico, articolato in tre indirizzi:
    arti figurative – a conclusione del percorso di studio gli studenti dovranno essere in grado di cogliere i valori estetici nelle opere artistiche ed individuare le problematiche estetiche, storiche, economiche, sociali e giuridiche connesse alla tutela e alla valorizzazione dei beni artistici e culturali;
    architettura, design, ambiente – a conclusione del percorso di studio gli studenti dovranno essere in grado di conoscere e utilizzare i codici della comunicazione visiva e audiovisiva nella ricerca e nella produzione artistica, in relazione al contesto storico-sociale;
    audiovisivo, multimedia, scenografia – a conclusione del percorso di studio gli studenti dovranno essere in grado di impiegare tecnologie tradizionali e innovative nella ricerca, nella progettazione e nello sviluppo delle proprie potenzialità artistiche.

    Liceo classico. Con la riforma sarà finalmente introdotto l’insegnamento di una lingua straniera per l’intero quinquennio.

    Liceo scientifico. Oltre al normale indirizzo scientifico le scuole potranno attivare l’opzione scientifico tecnologica che consentirà l’approfondimento della conoscenza di concetti, principi e teorie scientifiche e di processi tecnologici, anche attraverso esemplificazioni operative.

    Liceo linguistico. Il liceo linguistico prevederà l’insegnamento di 3 lingue straniere. Dalla terza liceo un insegnamento non linguistico sarà impartito in lingua straniera e dalla quarta liceo un secondo insegnamento sarà impartito in lingua straniera.

    Liceo musicale e coreutico. E’ una delle novità della riforma. Il liceo musicale sarà articolato nelle due sezioni musicale e coreutica. Inizialmente saranno istituite 40 sezioni musicali e 10 coreutiche e potranno essere attivati in collaborazione con i conservatori e le accademie di danza per le materie di loro competenza.
    Gli studenti, a conclusione del percorso di studio, devono essere in grado di:
    cogliere i valori estetici delle opere musicali;
    conoscere repertori significativi del patrimonio musicale e coreutico nazionale e internazionale, analizzandoli mediante l’ascolto, la visione e la decodifica dei testi;
    individuare le ragioni e i contesti storici relativi ad opere, autori, personaggi, artisti, movimenti, correnti musicali e allestimenti coreutici;
    conoscere ed analizzare gli elementi strutturali del linguaggio musicale e coreutico sotto gli aspetti della composizione, dell’interpretazione, dell’esecuzione e dell’improvvisazione;
    conoscere le relazioni tra musica, motricità, emotività e scienze cognitive.
    Liceo delle scienze umane. Altra novità della riforma è il liceo delle scienze umane. Sostituisce il liceo sociopsicopedagogico portando a regime le sperimentazioni avviate negli anni scorsi. Il piano di studi di questo indirizzo si basa sull’approfondimento dei principali campi di indagine delle scienze umane, della ricerca pedagogica, psicologica e socio-antropologico-storica.
    Le scuole potranno attivare l’opzione sezione economico-sociale in cui saranno approfonditi i nessi e le interazioni fra le scienze giuridiche, economiche, sociali e storiche.
    Altre novità introdotte:
    valorizzazione della lingua latina. Il latino è presente come insegnamento obbligatorio nel liceo classico, scientifico, linguistico e delle scienze umane; come opzione negli altri licei;
    incremento orario della matematica, della fisica e delle scienze per irrobustire la componente scientifica nella preparazione liceale degli studenti (gli insegnamenti di fisica e scienze possono essere attivati dalle istituzioni scolastiche anche nel biennio del liceo classico);
    potenziamento delle lingue straniere con la presenza obbligatoria dell’insegnamento di una lingua straniera nei cinque anni ed eventualmente di una seconda lingua straniera usando la quota di autonomia.
    presenza nel liceo scientifico di una opzione in cui confluisce l’esperienza del liceo tecnologico, che ha rappresentato negli anni trascorsi un significativo filone di innovazione;
    presenza delle discipline giuridiche ed economiche sia nel liceo scientifico (opzione tecnologica), sia nel liceo delle scienze sociali (opzione economico-sociale), sia negli altri licei attraverso la quota di autonomia.
    insegnamento, nel quinto anno, di una disciplina non linguistica in lingua straniera, che ci allinea alle migliori esperienze del resto d’Europa.
    Sarà valorizzata la qualità degli apprendimenti piuttosto che la quantità delle materie. I quadri orari saranno adeguati a quelli dei Paesi che hanno raggiunto i migliori risultati nelle classifiche Ocse Pisa come la Finlandia (856 ore all’anno). Il quadro orario sarà annuale e non più settimanale, in modo da assegnare alle istituzioni scolastiche una ulteriore possibilità di flessibilità.
    Tutti i licei prevederanno 27 ore settimanali nel primo biennio e 30 nel secondo biennio e nel 5° anno, ad eccezione del classico (31 ore negli ultimi tre anni), per preservare le caratteristiche rafforzando la lingua straniera, dell’artistico (massimo 35), musicale e coreutico (32), perché questi ultimi prevedono materie pratiche ed esercitazioni.
    Entrano a regime le sperimentazioni che hanno coinvolto gli istituti d’arte, i percorsi musicali, i vecchi istituti magistrali e le sperimentazioni scientifico tecnologiche e linguistiche, queste ultime nate dall’esperienza delle scuole non statali, private o degli enti locali.
    Nuova organizzazione

    La nuova organizzazione dei licei prevede:

    Maggiore autonomia scolastica:
    Possibilità per le istituzioni scolastiche di usufruire di una quota di flessibilità degli orari del 20% nel primo biennio e nell’ultimo anno e del 30% nel secondo biennio. Attraverso questa quota, ogni scuola può decidere di diversificare le proprie sezioni, di ridurre (sino a un terzo nell’arco dei 5 anni) o aumentare gli orari delle discipline, anche attivando ulteriori insegnamenti previsti in un apposito elenco.
    Possibilità di attivare ulteriori insegnamenti opzionali anche assumendo esperti qualificati attraverso il proprio bilancio.
    Un rapporto più forte scuola-mondo del lavoro-università
    Possibilità, a partire dal secondo biennio, di svolgere parte del percorso attraverso l’alternanza scuola-lavoro e stage o in collegamento con il mondo dell’alta formazione (università, istituti tecnici superiori, conservatori, accademie).
    Nuove articolazioni del collegio dei docenti:
    costituzione in ogni scuola di dipartimenti disciplinari, che riuniscono i docenti di uno stesso ambito disciplinare, per sostenere la didattica, la ricerca, la progettazione dei percorsi.
    costituzione di un comitato scientifico composto paritariamente da docenti ed esperti del mondo della cultura e del lavoro.
    Dipartimenti disciplinari e comitato scientifico non ledono comunque la sovranità del collegio docenti. ”

    Personalmento ho un paio di perplessità, che vorrei esporre ai colleghi, essenzialmente in merito al valore assoluto dato alla lingua latina e alla realtà umana a cui dovrebbe essere calata questa nuova linea guida.
    Si parla di “valorizzazione della lingua latina” e poi di “potenziamento delle lingue straniere” e di “insegnamento, nel quinto anno, di una disciplina non linguistica in lingua straniera, che ci allinea alle migliori esperienze del resto d’Europa”.
    L’attuale popolazione scolastica presenta mediamente gravi lacune linguistiche e logiche. Almeno un terzo degli allievi che abbiamo in classe non avrebbero le capacità e le competenze per stare dove sono.
    Far fare uno sconto ad un allievo di quinta superiore è un problema.
    La realtà della scuola italiana è l’impossibilità sociale di dire alle famiglie e ai ragazzi l’inadeguatezza della loro preparazione.
    E’ socialmente ammissibile dire a un giovane atleta di non essere tagliato per giocare a calcio in serie A, ma non è possibile dire alle famiglie di avere un bravo ragazzo, ma non tagliato per diventare ingegnere o medico.

    La corruzione, gli edifici che cadono, la malasanità parte da questa “bugia sociale”. Le stesse università ci informano dell’accesso di giovani sempre meno preparati, che comunque giungono alla laurea.

    Vi fareste costruire un ponte da chi ha conseguito la laurea in 8 anni?
    Ma non è detto che voi lo sappiate.
    Una volta conseguito un titolo si è legittimati a operare nel settore con competenza, anche se di fatto non la si possiede.

    Dobbiamo per forza diplomare tutti?
    Dobbiamo per forza laureare tutti?
    Stiamo snaturando il valore di una certificazione che attesta capacità che di fatto i nostri giovani non hanno.

    E’ come affermare che tutti i nostri ragazzi hanno le capacità per giocare a calcio in serie A.
    Stiamo mentendo alle famiglie.
    Possiamo scrivere tutte le riforme che volete, ma non vi è nulla di più chiaro dell’evidenza!

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